venerdì 22 dicembre 2017
Sestri politicamente corretta
A Sestri Levante sono proibite le manifestazioni dell'estrema destra. Inoltre, a Sestri "sarà impossibile anche avere luoghi da trasformare in sedi per movimenti che si ispirano all'estrema destra o che abbiano posizioni razziste, omofobe e antisemite". Il sindaco precisa che si tratta di dare "sostegno ai valori iscritti nella nostra Costituzione". Eppure a me sembra che la Costituzione dica cose un po' diverse:
Art.3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali
Art.21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione
http://www.ansa.it/liguria/notizie/2017/12/21/sestri-nega-spazi-a-iniziative-di-destra_e066b342-ba77-4c25-b6ea-d1864bebc253.html
giovedì 21 dicembre 2017
Grecia dimenticata
Etichette:
euro,
Grecia,
Panagiotis Grigoriou,
UE
giovedì 14 dicembre 2017
Franco La Cecla sul "caso Weinstein"
Mi sembra che in questo intervento di La Cecla sul "caso Weinstein", e quel che ne è seguito, ci siano molte osservazioni sensate
http://www.doppiozero.com/
domenica 10 dicembre 2017
La fase politica secondo Mazzei
Un'analisi interessante
http://sollevazione.blogspot.it/2017/12/elezioni-i-5-paradossi-di-una-strana.html
http://sollevazione.blogspot.it/2017/12/elezioni-i-5-paradossi-di-una-strana.html
Etichette:
destra,
Leonardo Mazzei,
M5S,
PD,
sinistra
venerdì 8 dicembre 2017
Un problema tecnico?
Laura Castelli, deputata 5 stelle con competenze economiche, non sa cosa votare nell'eventualità di un referendum sull'euro. Aggiunge che quello dell'euro non è un problema politico ma un problema tecnico. Se questi sono gli antisistema, poveri noi...
https://video.repubblica.it/ politica/la7-l-onorevole- castelli-e-il-referendum-sull- euro-voterebbe-si-o-no-non-lo- so/291657/292266?ref=RHRD-BS- I0-C6-P2-S4.6-F3
https://video.repubblica.it/
giovedì 7 dicembre 2017
Illusioni a 5 stelle
Se Di Maio crede a quello che dice, è davvero un illuso. Non posso dire che tutto questo mi faccia piacere, è leggermente deprimente passare anni a sgolarsi su euro/UE e scoprire che nulla è passato nella testa di costoro, che dovrebbero essere quelli aperti alle idee e critici verso "il sistema".
http://www.lastampa.it/2017/12/07/italia/politica/di-maio-c-una-guerra-sociale-in-corso-solo-leuropa-pu-salvarci-KrosEDOBBMgxCyJBEZNeSL/pagina.html
http://www.lastampa.it/2017/12/07/italia/politica/di-maio-c-una-guerra-sociale-in-corso-solo-leuropa-pu-salvarci-KrosEDOBBMgxCyJBEZNeSL/pagina.html
venerdì 1 dicembre 2017
La Banca centrale negli USA, parte seconda (P.Di Remigio)
(Riceviamo e volentieri pubblichiamo la seconda parte dello scritto di Paolo Di Remigio sulla storia della Banca centrale negli Usa. La prima parte si trova qui. M.B.)
La nascita della Federal Reserve
Paolo Di Remigio
I primi elementi[1] del Sistema
della riserva federale, la banca centrale degli Stati Uniti, furono posti
nel 1863, quando il Congresso statunitense con il ‘National Banking Act’ e il
‘National Currency Act’ determinò la centralità finanziaria di New York. Alcuni
centri bancari, come Chicago, St. Louis o Boston, furono designati come città
della riserva nelle cui banche nazionali le banche regionali potevano
tenere il 25% delle loro riserve minime obbligatorie in forma di depositi e
banconote. Le banche nazionali di New York ebbero però uno status speciale e fu
loro richiesto di tenere il 25% delle loro riserve di valuta legale in forma di
monete o lingotti d’oro o d’argento. La legge designava la sola New York come
‘città della riserva centrale’, cioè la riconosceva come centro monetario
nazionale. Poiché le banche locali e regionali potevano guadagnare interessi
collocando i loro fondi nelle banche di New York, il capitale fluiva dalle
banche regionali alle banche di New York provocandone la crescita abnorme.
A New York, oltre alle grandi banche nazionali, c’era anche
un gruppo, piccolo ma molto influente, di banche private internazionali che non
vendevano le loro azioni al pubblico e non erano dunque limitate agli affari locali.
A differenza di quelle nazionali, queste banche non potevano emettere
banconote; proprio perciò erano poco regolamentate, libere di fare affari
ovunque trovassero opportunità. Negli ultimi decenni del XIX secolo queste
banche d’investimento divennero enormi società bancarie internazionali come J.
P. Morgan, Kuhn Loeb, Lazard Frères, Drexel e poche
altre, organizzando da Londra e Parigi le più ampie operazioni finanziarie per
la costruzione delle ferrovie americane e per l’espansione della grande industria
attraverso i confini statali.
Nel primo decennio del XX secolo da questa élite della
finanza internazionale emersero due giganti, il britannico Nathaniel Lord
Rothschild della N. M. Rothschild & Co. e J. Pierpont Morgan della J.
P. Morgan & Co., che dapprima lavorarono in stretta collaborazione -
tanto che Morgan si limitava a rappresentare in modo discreto gli interessi dei
Rothschild negli Stati Uniti -, poi divennero rivali alla fine del primo
decennio del XX secolo, quando diventò chiaro che l’impero britannico era in
declino irreversibile e Morgan cercò di costituire il proprio impero
finanziario.
Alla fine degli anni ‘90 dell’Ottocento Morgan diventò il
più potente banchiere del mondo, organizzando insieme a August Belmont, il
rappresentante dei Rothschild negli Stati Uniti, il panico finanziario del 1893
per annichilire il ruolo monetario dell’argento, così abbondante negli Stati
Uniti da non poter essere controllato dai banchieri, e per imporre il Gold
Standard agli Stati Uniti. Approfittando inoltre dei fallimenti provocati
dalla crisi di cui erano stati promotori, Morgan e Rothschild acquistarono a
prezzi stracciati le più importanti società ferroviarie, così da poter
controllare l’intera economia americana; nel frattempo, per coprire le loro manipolazioni,
creavano e diffondevano con i loro giornali i miti della democrazia,
dell’individualismo e del libero mercato.
Sconfitta la fazione dell’argento, a Morgan e al ristretto
circolo di banche di New York e Londra sue alleate era aperta la strada per
impossessarsi delle stesse finanze degli Stati Uniti: nel 1907 Morgan e
Rockefeller organizzarono una nuova ondata di panico che avrebbe portato al
‘Federal Reserve Act’.
Iscriviti a:
Post (Atom)