Mentre nel nostro paese l'attenzione è concentrata sull'epidemia, la crisi greca continua. Mi sembra di grande interesse questo articolo di Panagiotis Grigoriou, storico ed etnologo greco che ha partecipato nel 2017 ad uno dei convegni organizzati a Pescara da Bagnai. Non sono in grado di giudicare se il pezzo esprima analisi corrette della realtà, ma di certo restituisce il senso di una grave crisi
https://italiaeilmondo.com/2020/03/05/minaccia-asimmetrica-di-grigoriou-panagiotis/
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sabato 7 marzo 2020
Ai confini
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martedì 19 giugno 2018
venerdì 8 settembre 2017
Ipocrisia della sinistra
Un bell'intervento di Ugo Boghetta
http://www.socialismo2017.it/2017/08/31/immigrazione-crisi-ed-ipocrisia-della-sinistra-clintoniana-italiana/#more-553
http://www.socialismo2017.it/2017/08/31/immigrazione-crisi-ed-ipocrisia-della-sinistra-clintoniana-italiana/#more-553
domenica 6 agosto 2017
"Destrutturare le singole identità europee"
Un interessante articolo sui fondamenti ideologici dell'ong tedesca recentemente messa sotto accusa:
http://www.huffingtonpost.it/luca-steinmann/dentro-lideologia-della-jugend-rettet_a_23066917/?utm_hp_ref=it-homepage
http://www.huffingtonpost.it/luca-steinmann/dentro-lideologia-della-jugend-rettet_a_23066917/?utm_hp_ref=it-homepage
domenica 9 luglio 2017
Un appello
Segnalo questo appello, che Fabrizio ed io abbiamo firmato:
http://indipendenzaecostituzione.it/2017/07/06/di-chi-e-la-colpa-dellinvasione/
http://indipendenzaecostituzione.it/2017/07/06/di-chi-e-la-colpa-dellinvasione/
domenica 10 gennaio 2016
Problemi della società multietnica (P.Di Remigio)
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di Paolo Di Remigio, che parte dai recenti fatti di Colonia per discutere i problemi legati all'immigrazione e al confronto fra culture diverse. Si tratta di problemi ardui, senza facili soluzioni, che possono essere affrontati solo con lucidità e onestà intellettuale.
(M.B.)
(M.B.)
Problemi
della società multietnica
Sieh, ich könnte befehlen, könnte dich zwingen. Aber
nein, Konstanze, dir selbst will ich dein Herz zu danken haben.
Mozart,
Die
Entführung
aus dem Serail,
Atto primo.
È
illusorio pensare che si possano allargare le libertà senza
restrizioni, e senza un'educazione che, abituando alle restrizioni,
le faccia diventare una consuetudine: ogni libertà implica
restrizione dell’arbitrio, perché ogni diritto è anche un dovere.
Che le donne abbiano la libertà fondamentale di essere persone
significa che hanno la proprietà del loro corpo: non lo si può
toccare senza che esse lo vogliano; ma questo diritto delle donne
alla proprietà del loro corpo è nel contempo il dovere degli uomini
di rispettarla e non
è possibile mettere insieme la personalità della donna e il
desiderio dell'uomo di avere piacere dal corpo di lei anche senza il
suo consenso.
Poiché
in generale la natura non garantisce diritti, essere persona non è
un diritto naturale della donna, anzi è uno degli ultimi frutti
della nostra educazione, per questo ancora fragile: un risultato
della monogamia che la chiesa
cristiana
ha imposto ai fedeli come unica forma legittima di sessualità da più
di un millennio e mezzo. Nella monogamia un uomo e una donna si
affidano l'uno all'altro senza
riserve;
questo stabilisce tra loro un'uguaglianza sentimentale, un'unanimità
sostanziale che tende a vanificare la discriminazione sul piano
giuridico. Con l'introduzione delle macchine che rende irrilevante la
superiorità della forza fisica maschile, l'uguaglianza soltanto
potenziale nella monogamia diventa attuale, giuridicamente fissata,
una libertà.
Ora il progetto della società multietnica, portato avanti con
pervicacia dai poteri che manovrano le istituzioni europee, lasciando
aperte le porte a una immigrazione massiccia dal mondo arabo, come
se
fosse una soluzione, anzi l’unica soluzione del caos indottovi, tra
le altre minacce ne fa pesare una anche sul diritto di personalità
della donna. Non è questione di razzismo, come subito pensano gli
sciocchi, è questione di educazione, di cultura. Nella cultura
islamica non solo non c'è uguaglianza giuridica tra uomo e donna; la
sua base, il Corano, oltre a consigliare mezzi come le battiture per
"disciplinare" le mogli, consente la poligamia, quindi la
situazione di radicale asimmetria tra i coniugi. Ora, a noi, in
genere, questa negazione radicale della personalità della donna
ripugna. Non è una ripugnanza naturale, come non è naturale per un
uomo in generale astenersi dal molestare una donna: è il risultato
di una lunga educazione; e forse a chi è stato educato all'intima
convinzione della non personalità della donna ripugna l'affermazione
della sua personalità. Noi che abbiamo sempre visto i visi delle
donne e intravisto i loro corpi siamo imbarazzati dal velo, il burqa
ci fa orrore; a chi è cresciuto nella cultura islamica, a chi ha
visto sempre donne velate o nascoste nelle loro vesti fanno forse
orrore i capelli sciolti, i vestiti attillati e le minigonne.
L'educazione
spiritualizza il richiamo della giovinezza e della bellezza e lo
risolve nello scambio tra il piacere di ammirare e il piacere di
essere ammirate; dove ci sia stata diversa educazione il non celare
la giovinezza e la bellezza può essere sentito come una provocazione
intollerabile, un disordine che autorizza l'aggressione, quindi lo
svuotamento del diritto della persona. Il
sindaco di Colonia, che ora raccomanda alle donne di islamizzarsi per
evitare le molestie, pare sia stata un'eroina della società
multietnica. Ci si domanda dove trovi il coraggio di raccomandare se
le manca quello di dimettersi.
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