Pagine

lunedì 4 aprile 2016

La grande estinzione delle speranze II


(Continuo, con una certa lentezza, la pubblicazione di queste tesi. Qui la prima parte. Qui la parte seguente. M.B.)




Tesi 6. La sinistra ha esaurito il suo ciclo storico.

La sinistra è stata quel vasto movimento storico (sociale, politico, culturale) che negli ultimi duecento anni ha messo in evidenza, criticato e contrastato gli aspetti oppressivi e de-emancipatori del modo di produzione capitalistico, in un'ottica di superamento di tale modo di produzione (sinistra rivoluzionaria) oppure di sua accettazione critica e trasformatrice (sinistra riformista). La grande impresa della sinistra è stata quella di dar voce e dignità agli oppressi, a chi pagava il prezzo maggiore delle profonde trasformazioni indotte dall'innovazione storica dei rapporti sociali capitalistici. Questa grande impresa ha prodotto i punti più alti della modernità: l'estensione dei diritti, la diffusione del benessere, la sottrazione di larghe masse al dominio della miseria e dell'arbitrio dei potenti. Tutti questi sviluppi, il cui punto più alto è rappresentato dai trent'anni di “Welfare State” seguiti alla fine della seconda guerra mondiale, sono dovuti in larghissima parte a persone, idee, realtà sociali e politiche da classificare come “sinistra”.

Questo vasto movimento storico di emancipazione ha però superato il suo punto culminante e da circa trenta o quarant'anni sta irrimediabilmente decadendo. Perché? Ho cercato di dare una risposta a questa domanda nei testi scritti con Massimo Bontempelli, ai quali rimando per un'argomentazione estesa [8][9]. In sintesi, le tesi fondamentali da noi sostenute nei testi citati sono due. La prima sta nel definire la sinistra come la parte sociale e politica che ha lottato per l'emancipazione dei ceti subalterni pensando tale emancipazione come un portato del progresso economico e scientifico. Questo collegamento di emancipazione e progresso ha funzionato per i due secoli di esistenza della sinistra, e ha portato alle grandi conquiste alle quali abbiamo accennato. La seconda tesi fondamentale è data dalla fine di tale collegamento: ovvero, gli sviluppi degli ultimi decenni, che abbiamo riassunto nella formula del “capitalismo assoluto”, hanno reso lo sviluppo economico capitalistico (la “crescita”) contradditorio rispetto agli ideali emancipativi che furono della sinistra storicamente esistita. Lo sviluppo oggi si ottiene solo a prezzo della distruzione dei diritti conquistati dai ceti subalterni, e a prezzo della distruzione degli equilibri naturali. In questa situazione, la sinistra non ha più uno spazio in cui consistere perché viene tolto il fondamento stesso della sua esistenza. In una situazione nella quale emancipazione e sviluppo economico capitalistico sono in opposizione fra loro, i ceti dirigenti della sinistra si vedono costretti a scegliere fra difendere l'emancipazione assumendo posizioni realmente anticapitalistiche, oppure abbandonare l'emancipazione. Come appare ovvio, la scelta compiuta praticamente da tutta la sinistra politicamente rilevante è la seconda, e la storia della sinistra di questi ultimi decenni è la storia dei modi diversi in cui, in diversi tempi e nei vari paesi, la sinistra ha contribuito a smantellare i diritti dei ceti subalterni e a comprimerne i redditi per salvare la crescita economica capitalistica.

La sinistra politicamente rilevante è stata quindi definitivamente riassorbita all'interno dei ceti dirigenti attuali, e non ha quindi, al pari degli altri strati dirigenti, la minima comprensione dei problemi legati all'attuale declino di civiltà. Non si può quindi sperare nulla da questa parte.



[8]M.Badiale, M.Bontempelli, La sinistra rivelata, Massari 2007.
9]M.Badiale, M.Bontempelli, La sfida politica della decrescita, Aracne 2014.



4 commenti:

  1. "In una situazione nella quale emancipazione e sviluppo economico capitalistico sono in opposizione fra loro, i ceti dirigenti della sinistra si vedono costretti a scegliere fra difendere l'emancipazione assumendo posizioni realmente anticapitalistiche, oppure abbandonare l'emancipazione. Come appare ovvio, la scelta compiuta praticamente da tutta la sinistra politicamente rilevante è la prima [...]"

    Chiedo scusa, ma nel brano riportato pare più coerente al discorso che viene sviluppato affermare che è stata fatta la SECONDA scelta.

    Michele da BG

    RispondiElimina
  2. Grazie della segnalazione! Ho fatto la correzione.

    RispondiElimina
  3. vorrei capire perché non vengono mai pubblicate le mie mail, eppure erano solo di complimenti a badiale!

    RispondiElimina
  4. Cara Marina,
    un tuo commento era apparso sul post del 7 aprile. Non so come mai, probabilmente si riferiva invece a questo post.

    RispondiElimina