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mercoledì 28 ottobre 2015

Le Cassandre della scuola


Pubblichiamo un intervento di Fabio Bentivoglio e Michele Maggino sulla scuola. E' apparso sulla rivista Indipendenza e su Megachip.
(M.B.)


Una Cassandra dal passato

(con due domande agli insegnanti di oggi e una morale finale)



Martedì 9 marzo 1999. Sono in riunione: oggi c'è il Collegio dei Docenti. Ieri è stato pubblicato il D.P.R. n. 275 (il regolamento sull'autonomia scolastica). L'insieme delle riforme fatte approvare da Berlinguer e Bassanini sull'autonomia scolastica hanno suscitato un grande fermento nel mondo scolastico: si respira aria nuova, di rinnovamento, di vera riforma “all’altezza dei tempi” ecc...

Ma, eccomi qua: mi chiamano Cassandra e sono qui per avvertire i miei colleghi, profetizzando sicure (per me) catastrofi per la scuola pubblica statale italiana: competitività, linguaggi aziendali, addestramento alla flessibilità, test, subalternità ai comandi della tecnica e ai locali poteri territoriali, profilo professionale docente analogo a quello dell’animatore sociale ecc… . Cerco di convincerli che lo spettacolo delle scuole che si fanno concorrenza a colpi di spot è [sarà] umiliante e faccio notare che l’autonomia “ha messo in moto nelle scuole una sorta di accattonaggio di massa, cui troppi insegnanti partecipano con colpevole superficialità”. Subisco quasi un linciaggio.



Flash dal futuro.

Ottobre 2015: Le due domande cruciali, nel 2015, sono le seguenti.

Prima domanda: La “Buona scuola di Renzi” è una “novità” o, al contrario, è l’approdo coerente di questa storia?

Seconda domanda: Opporsi alla cosiddetta “Buona scuola” significa contrastare gli specifici provvedimenti di tale “riforma” o, anche, contrastare, nelle scuole, la logica aziendalistica che si è radicata nella prassi scolastica ben prima dell’attuale riforma? Ad esempio: partecipare all’accattonaggio di massa per reperire fondi (da parte di docenti, famiglie e studenti) o legittimare la prassi dei cosiddetti “contributi volontari”, è o non è votare contro la Costituzione e a favore della “Buona scuola”?

Proviamo a metterla sul semiserio e torniamo al 1999!!



Resisto al linciaggio morale e insisto:

- Vedrete, entreranno le imprese nella gestione della scuola!

- Buuhh, nessuno ti può credere, dici solo un mucchio di sciocchezze….

Link dal futuro:




Non demordo.

- Vedrete, il dettato costituzionale (La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi) sarà sostituito dal dettato del marketing della grande distribuzione.

- Stai delirando, taci, non ti rendi conto delle follie che ci stai dicendo?!

Link dal futuro:


- Lo so, lo vedo: di questo passo gli insegnanti saranno valutati e scelti dagli studenti!

- Ma smettila. Stupidaggini allo stato puro! Parole in libertà!!

Link dal futuro:


Sono implacabile, nonostante l'evidente enorme contrarietà dell'uditorio dei miei colleghi; devo insistere, devo avvertirli di ciò verso cui stiamo andando incontro.

- Io vi dico che continuando su questa linea gli insegnanti si trasformeranno in gestori passivi delle procedure imposte dalla tecnica.

- Fatelo tacere: questo è un delirio da fantascienza!!

Link dal futuro:



Ormai nessuno mi ferma.

- Le scuole saranno considerate come aziende, le riforme saranno dettate dal mondo degli industriali.

- Vai via! Il tuo è solo estremismo distruttivo!!

Link dal futuro:



Nessuno mi ascolta, ovviamente; se no, non mi chiamerebbero Cassandra.

Sempre dal futuro segnaliamo:



Per sorridere un po' si veda:


- Ne sono convinto. Abbiamo iniziato un processo inarrestabile di privatizzazione. Ma vedrete, non disperate: ci sarà ancora qualcuno non all’altezza dei tempi. Ma non qui in Italia, ma in Finlandia, sì, in Finlandia di cui oggi nessuno parla; lì la scuola sarà rigorosamente statale e per diventare insegnanti bisognerà studiare tanti anni, senza selezioni con i test. Pazzesco vero!?!

Link dal futuro:


Un ricco archivio di un'altra Cassandra, a memoria futura:




Morale della favola: le battaglie si possono vincere se si individuano i fronti strategici su cui combatterle.



Michele Maggino

Fabio Bentivoglio