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venerdì 20 maggio 2016

Libertà di pensiero?

http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2016/05/20/ASJdqFnC-licenziata_contro_sindacalista.shtml


L'articolo mette assieme due casi diversi. Non mi esprimo sul secondo (un lavoratore infortunato che avrebbe lavorato nella pizzeria della moglie durante il periodo di infortunio), mi sembra interessante il primo: un'impiegata licenziata per aver cliccato "mi piace" su un post critico nei confronti dell'azienda dove la stessa lavora (o lavorava?). Non saprei adesso documentarli, ma mi sembra di ricordare altri casi simili. La libertà del pensiero e della sua espressione dovrebbe essere uno dei capisaldi della nostra civiltà. E' anche da queste cose che si vede la crisi di una civiltà.

2 commenti:

  1. Però l'idea che tali libertà operino anche nei rapporti privati, e non siano quindi semplici "diritti pubblici soggettivi", mi pare molto dubbio si possa definire, almeno su un piano empirico, "un caposaldo della nostra civiltà". La c.d. Drittwirkung, come la chiamano i giuristi tedeschi, ossia l'idea dell'efficacia dei diritti fondamentali nella sfera privatistica, non è più vecchia, almeno in Italia, della Costituzione repubblicana (e in Germania di quella di Weimar). Mi pare quindi logico assistere a un suo inabissamento.

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  2. Un'ottima lezione per la Cisl: collaborare non paga mai!

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