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venerdì 1 gennaio 2016

Un'intervista a Michéa

Segnalo con piacere questa intervista di Michéa su Repubblica:


http://www.repubblica.it/cultura/2015/12/19/news/jean-claude_miche_a_la_sinistra_deve_rifondare_l_alleanza_illuminista_-129800190/?ref=fb




C'è una profonda sintonia fra quanto dice Michéa e quanto per anni siamo andati dicendo Massimo Bontempelli ed io a proposito dell'esaurimento storico dell'opposizione destra/sinistra. Naturalmente "Repubblica" non si smentisce mai: il titolo dell'intervista mette fra virgolette una frase che Michéa non pronuncia, e che anzi sembra a me abbastanza incompatibile con le sue analisi.
(M.B.)









2 commenti:

  1. Proprio così, Marino: è deplorevole come il titolo dell'articolo dica l'esatto contrario dell'articolo. Titolo: "La sinistra deve rifondare l'alleanza illuminista", ossia: prima la sinistra era alleata dell'illuminismo, poi non lo è stata più, ora dovrebbe tornare ad essere tale. Articolo: la "'sinistra' è nata da un patto difensivo contro la destra...reazionaria, siglato all'alba del XX sec. tra le correnti maggioritarie" socialiste "e le forze liberali ... che si rifacevano ... all'eredità dell'illuminismo". Questa alleanza, dice ancora Michéa, ha reso possibile lotte emancipatrici fino agli anni '60, ma poi, annientata ogni traccia dell'Ancien Régime, doveva sfociare nel trionfo del liberalismo di Adam Smith. Il che equivale a dire che l'alleanza del socialismo con il liberalismo e l'illuminismo non solo non è originaria (il primo pensatore socialista moderno, Gracco Babeuf, finì ghigliottinato durante il Direttorio), ma è responsabile dell'annullamento della sinistra - altro che esigenza di rifondare!
    Peraltro, a differenza di Michéa, nell'articolo precedente ho indicato in John Locke, anziché in Adam Smith, il padre del liberalismo e dell'illuminismo. Difenderei questa scelta: nella paurosa inconsistenza teorica di Locke (empirismo gnoseologico, fanatismo della proprietà, STATO di natura idilliaco che è in realtà un immediato MUTARE nello stato di guerra) è più evidente la natura ideologica, cioè fanatica, del liberalismo illuminista.
    Ancora un'osservazione sul problema del progresso. L'idea di progresso entro il socialismo marxista è più inquietante che nell'illuminismo: qui il progresso è un effetto della RAGIONE naturale che si sostituisce alle autorità oscurantiste della religione e della tradizione, là il progresso deve fare i conti con il tema dell'ideologia: alla mente umana la realtà è invincibilmente opaca; quindi il progresso e il passaggio dalla schiavitù alla libertà non sono uno sforzo della ragione, ma un effetto cieco sulla sovrastruttura dello sviluppo delle forze produttive e della prassi rivoluzionaria del movimento operaio. Questo significato di progresso al tempo stesso materialistico e settario ha contribuito, secondo me, a rendere particolarmente proclive la sinistra al tradimento.

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  2. Badiale, ha letto questo breve esame critico del pensiero di Michéa compiuto da Lordon? Penso possa trovarlo interessante.

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